20 ottobre 2013.
Egitto, in quota sopra il deserto libico, all'altezza del tropico del Cancro.
Il Super Heavy Rain, rannicchiato nella posizione del loto, fluttuava tra le nuvole, comandando al vento e alla pioggia. Legato al Grande Toth da un vincolo di riconoscenza per averlo fatto evadere dal Cesor, usava il suo potere di controllo atmosferico per trasformare il deserto in un giardino e regalare un nuovo futuro all'Egitto.
Egitto, in quota sopra il deserto libico, all'altezza del tropico del Cancro.
Il Super Heavy Rain, rannicchiato nella posizione del loto, fluttuava tra le nuvole, comandando al vento e alla pioggia. Legato al Grande Toth da un vincolo di riconoscenza per averlo fatto evadere dal Cesor, usava il suo potere di controllo atmosferico per trasformare il deserto in un giardino e regalare un nuovo futuro all'Egitto.
* * *
Baraccopoli intorno al Cairo.
Ogni giorno si aggiungevano nuove catapecchie, mentre quelle vecchie venivano puntellate e rinforzate. Quelle più vicino al centro si trasformavano in vere e proprie abitazioni, oppure venivano demolite per far posto ai nuovi arrivati quando i loro proprietari se ne andavano, dopo aver ottenuto ciò per cui erano venuti.
La povertà era tale da squarciare i cuori. Ci si abbeverava nelle fogne e si cercava da mangiare nella fauna che le infestava. I malati morivano, e i morti venivano gettati in fosse comuni e poi bruciati. Ma la gente era comunque felice, e regnava ovunque un senso di trepidante attesa.
Tutti aspettavano il loro turno.
Tutti sapevano che sarebbero stati soddisfatti.
Tutti rivolgevano le loro preghiere a colui che, nelle loro menti semplici, chiamavano ormai faraone, anche se il suo titolo ufficiale era ancora presidente.
* * *
I laboratori nei piani bassi del palazzo del Grande Toth.
La coda all'esterno era sterminata, ma tutti aspettavano in silenzio, con un sorriso pacifico sul volto. Tra poco sarebbero stati toccati dalla luce del divino. Tra poco anche loro avrebbero ricevuto la sua benedizione, e una piccola parte del suo potere.
All'interno, gli scienziati provenienti da ogni parte del mondo erano impegnati nel loro lavoro con calma ed efficienza. Creare Girini era considerato fuorilegge quasi ovunque. Ma era redditizio, perché tutte le organizzazioni malavitose avevano bisogno di esseri in grado di contrastare i Super governativi e i vigilantes solitari. Nessuno di questi geni ha ritenuto opportuno rifiutare, quando il Grande Toth ha offerto loro l'impunità, la sicurezza e un ricco compenso, in cambio dei loro servigi.
Peccato non aver potuto reclutare il migliore di tutti loro, Spencer Grant, alias Ulysses.
Peccato anche che non ci fosse traccia di Teleforce in quei laboratori. Ma con le terapie genetiche, gli innesti bionici, le droghe potenzianti, gli impianti di naniti, si potevano ottenere comunque ottimi risultati.
Alla gente comune il Grande Toth concedeva i potenziamenti più semplici. Aumento della forza, sviluppo dei sensi, cosette così. Non poteva esserci miglior difesa di un popolo felice, benestante e, soprattutto, adorante. Lui stesso aveva posto la prima pietra della sua chiesa tramite i suoi Canopi mescolati tra la gente.
Alle organizzazioni malavitose all'estero vendeva potenziamenti più evoluti. Un fiume di denaro che entrava nelle sue casse, e che utilizzava per migliorare la condizione del suo paese.
Ma i potenziamenti migliori li riservava per il suo esercito.
Baraccopoli intorno al Cairo.
Ogni giorno si aggiungevano nuove catapecchie, mentre quelle vecchie venivano puntellate e rinforzate. Quelle più vicino al centro si trasformavano in vere e proprie abitazioni, oppure venivano demolite per far posto ai nuovi arrivati quando i loro proprietari se ne andavano, dopo aver ottenuto ciò per cui erano venuti.
La povertà era tale da squarciare i cuori. Ci si abbeverava nelle fogne e si cercava da mangiare nella fauna che le infestava. I malati morivano, e i morti venivano gettati in fosse comuni e poi bruciati. Ma la gente era comunque felice, e regnava ovunque un senso di trepidante attesa.
Tutti aspettavano il loro turno.
Tutti sapevano che sarebbero stati soddisfatti.
Tutti rivolgevano le loro preghiere a colui che, nelle loro menti semplici, chiamavano ormai faraone, anche se il suo titolo ufficiale era ancora presidente.
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I laboratori nei piani bassi del palazzo del Grande Toth.
La coda all'esterno era sterminata, ma tutti aspettavano in silenzio, con un sorriso pacifico sul volto. Tra poco sarebbero stati toccati dalla luce del divino. Tra poco anche loro avrebbero ricevuto la sua benedizione, e una piccola parte del suo potere.
All'interno, gli scienziati provenienti da ogni parte del mondo erano impegnati nel loro lavoro con calma ed efficienza. Creare Girini era considerato fuorilegge quasi ovunque. Ma era redditizio, perché tutte le organizzazioni malavitose avevano bisogno di esseri in grado di contrastare i Super governativi e i vigilantes solitari. Nessuno di questi geni ha ritenuto opportuno rifiutare, quando il Grande Toth ha offerto loro l'impunità, la sicurezza e un ricco compenso, in cambio dei loro servigi.
Peccato non aver potuto reclutare il migliore di tutti loro, Spencer Grant, alias Ulysses.
Peccato anche che non ci fosse traccia di Teleforce in quei laboratori. Ma con le terapie genetiche, gli innesti bionici, le droghe potenzianti, gli impianti di naniti, si potevano ottenere comunque ottimi risultati.
Alla gente comune il Grande Toth concedeva i potenziamenti più semplici. Aumento della forza, sviluppo dei sensi, cosette così. Non poteva esserci miglior difesa di un popolo felice, benestante e, soprattutto, adorante. Lui stesso aveva posto la prima pietra della sua chiesa tramite i suoi Canopi mescolati tra la gente.
Alle organizzazioni malavitose all'estero vendeva potenziamenti più evoluti. Un fiume di denaro che entrava nelle sue casse, e che utilizzava per migliorare la condizione del suo paese.
Ma i potenziamenti migliori li riservava per il suo esercito.
* * *
La sala grande del palazzo del Grande Toth.
Wael Ghaly sostava di fronte alla statua del dio al quale aveva preso il nome, Thoth. Il dio della saggezza. Imponente anche in mezzo all'opulenza che caratterizzava tutta la sala.
Enormi colonne dorate, archi, arazzi, statue raffiguranti divinità senza più fedeli e geroglifici alle pareti che quasi nessuno al mondo era in grado di interpretare, perfette riproduzioni di reperti dell'antico Egitto.
Un tempo riempiva quel salone molto più spesso di ospiti importanti, ascoltando risuonare le voci dei diplomatici e carpendo i loro segreti nelle chiacchiere che scambiavano tra loro a bassa voce, grazie ai microfoni nascosti ovunque. Dall'incidente Mezzanotte, invece, i suoi rapporti con il resto del mondo si erano fatti sempre più freddi. La sua parte nell'affare si era venuta a sapere. Non era di dominio pubblico, ma chiunque avesse una carica diplomatica al mondo sapeva di chi era stata moglie Ammit.
Non era sua la colpa se ad Admiral City Ammit aveva perso il controllo e aveva fatto quello che aveva fatto, ma di quel figlio di puttana di Romney. Ma la gente non capisce queste sottigliezze.
Al tempo dell'evento Mezzanotte, non era stato saggio quanto il dio dalla testa d'ibis rappresentato in quella statua e nel bastone al quale si appoggiava. Non aveva il controllo su tutte le variabili. Non aveva accesso a tutte le informazioni. Ora si era fatto più furbo.
Dopo il flare di Teleforce, dopo che Isabelle ebbe toccato le menti di tutti i Super del mondo, il potere di Ghaly si era evoluto. Ora, ogni suo canopo possedeva le stesse capacità dell'originale e poteva crearne altri. Ognuno di loro era il Grande Thot, non solamente una copia. E tutti erano interconnessi in una rete mentale grande quasi quanto il mondo.
Abbassò gli occhi, mormorando: «Grazie del regalo, Isabelle.»
* * *
Washington, Campidoglio, aula del Senato.
Il senatore dell'Oregon rivolse il suo miglior sorriso finto al presidente Romney, mentre gli stringeva la mano subito dopo la riunione. Avrebbe potuto ucciderlo in quel momento per quello che aveva fatto a Isabelle. Ma non era ancora tempo.
* * *
Francoforte, Euro Tower, sede della Banca Centrale Europea.
Michele Francini, membro per l'Italia del comitato esecutivo della BCE, strizzò l'occhio a una stagista.
* * *
Berlino, palazzo del Reichstag.
Victor Leimart, deputato del Bundestag tedesco, inviò mentalmente un fischio d'apprezzamento alla stagista della BCE. Ma anche quella che aveva per le mani lui non era niente male.
* * *
Bruxelles, sede di Fortress Europe
Maurice Gassel, sempre più frustrato vedendo le fortune che capitavano agli altri Canopi, era costretto a racimolare le sue informazioni origliando alle porte e hackerando i pc della sede. Non era riuscito ad andare oltre al ruolo di segretario.
* * *
Piano interrato del palazzo del Grande Toth, sala monitor.
Una decina di Wael Ghaly raccoglieva e metteva per iscritto le informazioni più importanti che arrivavano dalle dozzine di canopi sparsi nei parlamenti di molte nazioni, nei consigli d'amministrazione delle ditte più importanti, nelle segreterie delle organizzazioni più influenti.
I loro volti erano illuminati dalla luce degli schermi, sintonizzati su tutti i canali televisivi greci.
Wael Ghaly considerava quello che stava accadendo in Grecia fonte di grande preoccupazione.
L'Hypotetical Incorporated era un'organizzazione troppo simile alla sua. E anche i suoi scopi non parevano essere molto diversi.
Potere, che altro?
E la Grecia era davvero troppo vicina all'Egitto.
Dopo essere giunto a un vantaggioso accordo con le tribù insurrezionaliste del sud, ora la minaccia veniva dal nord.
O dal sud, dal punto di vista di Kedives.
Perché il Grande Toth non aveva nessuna intenzione di stare a guardare mentre quello espandeva la sua influenza in Europa.
Ma Kedives aveva un grande vantaggio. Aveva la Teleforce.
Impossibile capire come se la fosse procurata. I suoi Canopi in Grecia erano riusciti ad arrivare ad Atene, ma non oltre. Ciondolavano in giro come stupidi turisti. Infiltrarsi nell'infrastruttura governativa sembrava impossibile. Quando aveva provato a sostituire uno dei Canopi a un membro del parlamento l'avevano individuato subito e abbattuto a fucilate. Sistemi di sicurezza innovativi, o un Super con un qualche potere che gli permetteva di individuare anche le scarse tracce di teleforce contenute nei Canopi.
Al pianoterra era pieno di dannati geni. E nemmeno un grammo di teleforce pura da far loro analizzare. Con dei semplici Girini non avrebbe mai potuto competere, per quanti fossero e quanto potessero evolversi.
Ma forse c'era un'altra strada da percorrere.
Enormi colonne dorate, archi, arazzi, statue raffiguranti divinità senza più fedeli e geroglifici alle pareti che quasi nessuno al mondo era in grado di interpretare, perfette riproduzioni di reperti dell'antico Egitto.
Un tempo riempiva quel salone molto più spesso di ospiti importanti, ascoltando risuonare le voci dei diplomatici e carpendo i loro segreti nelle chiacchiere che scambiavano tra loro a bassa voce, grazie ai microfoni nascosti ovunque. Dall'incidente Mezzanotte, invece, i suoi rapporti con il resto del mondo si erano fatti sempre più freddi. La sua parte nell'affare si era venuta a sapere. Non era di dominio pubblico, ma chiunque avesse una carica diplomatica al mondo sapeva di chi era stata moglie Ammit.
Non era sua la colpa se ad Admiral City Ammit aveva perso il controllo e aveva fatto quello che aveva fatto, ma di quel figlio di puttana di Romney. Ma la gente non capisce queste sottigliezze.
Al tempo dell'evento Mezzanotte, non era stato saggio quanto il dio dalla testa d'ibis rappresentato in quella statua e nel bastone al quale si appoggiava. Non aveva il controllo su tutte le variabili. Non aveva accesso a tutte le informazioni. Ora si era fatto più furbo.
Dopo il flare di Teleforce, dopo che Isabelle ebbe toccato le menti di tutti i Super del mondo, il potere di Ghaly si era evoluto. Ora, ogni suo canopo possedeva le stesse capacità dell'originale e poteva crearne altri. Ognuno di loro era il Grande Thot, non solamente una copia. E tutti erano interconnessi in una rete mentale grande quasi quanto il mondo.
Abbassò gli occhi, mormorando: «Grazie del regalo, Isabelle.»
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Washington, Campidoglio, aula del Senato.
Il senatore dell'Oregon rivolse il suo miglior sorriso finto al presidente Romney, mentre gli stringeva la mano subito dopo la riunione. Avrebbe potuto ucciderlo in quel momento per quello che aveva fatto a Isabelle. Ma non era ancora tempo.
* * *
Francoforte, Euro Tower, sede della Banca Centrale Europea.
Michele Francini, membro per l'Italia del comitato esecutivo della BCE, strizzò l'occhio a una stagista.
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Berlino, palazzo del Reichstag.
Victor Leimart, deputato del Bundestag tedesco, inviò mentalmente un fischio d'apprezzamento alla stagista della BCE. Ma anche quella che aveva per le mani lui non era niente male.
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Bruxelles, sede di Fortress Europe
Maurice Gassel, sempre più frustrato vedendo le fortune che capitavano agli altri Canopi, era costretto a racimolare le sue informazioni origliando alle porte e hackerando i pc della sede. Non era riuscito ad andare oltre al ruolo di segretario.
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Piano interrato del palazzo del Grande Toth, sala monitor.
Una decina di Wael Ghaly raccoglieva e metteva per iscritto le informazioni più importanti che arrivavano dalle dozzine di canopi sparsi nei parlamenti di molte nazioni, nei consigli d'amministrazione delle ditte più importanti, nelle segreterie delle organizzazioni più influenti.
I loro volti erano illuminati dalla luce degli schermi, sintonizzati su tutti i canali televisivi greci.
Wael Ghaly considerava quello che stava accadendo in Grecia fonte di grande preoccupazione.
L'Hypotetical Incorporated era un'organizzazione troppo simile alla sua. E anche i suoi scopi non parevano essere molto diversi.
Potere, che altro?
E la Grecia era davvero troppo vicina all'Egitto.
Dopo essere giunto a un vantaggioso accordo con le tribù insurrezionaliste del sud, ora la minaccia veniva dal nord.
O dal sud, dal punto di vista di Kedives.
Perché il Grande Toth non aveva nessuna intenzione di stare a guardare mentre quello espandeva la sua influenza in Europa.
Ma Kedives aveva un grande vantaggio. Aveva la Teleforce.
Impossibile capire come se la fosse procurata. I suoi Canopi in Grecia erano riusciti ad arrivare ad Atene, ma non oltre. Ciondolavano in giro come stupidi turisti. Infiltrarsi nell'infrastruttura governativa sembrava impossibile. Quando aveva provato a sostituire uno dei Canopi a un membro del parlamento l'avevano individuato subito e abbattuto a fucilate. Sistemi di sicurezza innovativi, o un Super con un qualche potere che gli permetteva di individuare anche le scarse tracce di teleforce contenute nei Canopi.
Al pianoterra era pieno di dannati geni. E nemmeno un grammo di teleforce pura da far loro analizzare. Con dei semplici Girini non avrebbe mai potuto competere, per quanti fossero e quanto potessero evolversi.
Ma forse c'era un'altra strada da percorrere.
* * *
Santorini, piazza centrale di Fira.
Santorini, piazza centrale di Fira.
Wael Ghaly, mimetizzato tra i turisti, riprendeva con una telecamera la distruzione causata dal primo risveglio dei poteri di Valerie Brussard, e il centinaio abbondante di militari nervosi che circondavano l'epicentro dell'esplosione psichica. Gli elicotteri in cielo stavano ancora lottando per recuperare l'assetto dopo l'onda d'urto.
Se avessero saputo di chi era figlia, avrebbero mandato molti più uomini. O schierato quelli potenziati.
Il potere della ragazza era grezzo. Ma grazie a ciò che aveva sottratto ai laboratori di Angela Solheim a Savannah avrebbe potuto controllarlo, dirigerlo, perfino aumentarlo.
La Grecia aveva un nuovo dio in Loxias.
All'Egitto il solo Toth sarebbe potuto non bastare.
Ne serviva un altro.
Valutò la situazione. Tra la folla c'erano tredici Canopi. Tutti immortali, e ogni loro parte staccata avrebbe generato un nuovo Canopo. Sarebbero riusciti a sottrarre la ragazza all'esercito?
Probabilmente sì, se tra quelli non ci fosse stato nessun Super. Ma c'era il rischio che decidessero di radere al suolo l'intero paese dagli elicotteri. La ragazza sarebbe probabilmente sopravvissuta, ma Ghaly non l'avrebbe più ritrovata.
Nemmeno Kedives, però.
Stava per passare all'azione, quando alcuni militari si spostarono liberandogli la visuale. Zoomò con la telecamera sulla ragazza e sull'uomo che si stava chinando su di lei, con fare protettivo. L'uomo si voltò, e riuscì a vederlo in faccia.
* * *
Bunker segreto del Grande Toth, località ignota
Il corpo originale di Wael Ghaly galleggiava in una vasca piena di un liquido torbido e fluorescente. Le cannule infilate nelle sue braccia gli portavano il nutrimento e i medicinali che lo mantenevano in coma farmacologico, rallentando i suoi ritmi vitali. Una maschera sul viso gli portava il poco ossigeno che gli serviva. Un'incredibile quantità di macchinari sparsi per la stanza buia controllava i suoi bioritmi.
Quando i suoi Canopi erano diventati lui stesso, aveva deciso che non era più il caso di mostrare al mondo l'unica sua parte vulnerabile. Il suo vero corpo era nascosto, inaccessibile, addormentato per non patire la noia. Viveva attraverso il suo potere.
Ora il dormiente digrignò i denti. Un sibilo uscì dalle labbra tirate, raccolto dalla maschera per l'ossigeno, ripetuto identico dal centinaio di copie sparse per il mondo.
«Old Timer. Maledetti.»
- - -
Capitolo scritto da Moreno Pavanello (Storie da Birreria blog)
Scarica l'ebook in formato:
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Impaginazione a cura di eBookAndBook
Grafica a cura di Giordano Efrodini





