lunedì 21 gennaio 2013

Intervista esclusiva a Libby!


L'idea di Antonio Monteleone è talmente curiosa e simpatica che merita una segnalazione speciale, qui sul sito ufficiale di Due Minuti a Mezzanotte.
La Bottega delle Idee usate, il blog di Antonio, ospita oggi un'intervista a Libby, una delle protagoniste passate, presenti e future della Round Robin. La potete leggere integralmente qui.
Oltre a questo gioco metaletterario, davvero divertente e particolare, Monteleone ci racconta la sua esperienza da affezionato lettore di 2MM, attraverso una recensione equilibrata.
E comunque, visto che l'hype vi piace tanto, nelle risposte della nostra cara Libby potrete trovare qualche piccola indicazione su fatti e/o persone che potrebbero palesarsi nella season 2, Nativity (acronimo ufficiale: 2MMN - giusto per ricordarvelo).
Alla prossima!

giovedì 17 gennaio 2013

Il banner di 2MMN!


In attesa di altri dettagli sulla season two di Due Minuti a Mezzanotte, ci sembrava scortese lasciarvi a secco di news e anticipazioni. Quindi oggi vi sveliamo il banner di 2MM-Nativity (d'ora in poi 2MMN). Lo vedete là in alto, e qui, in un dettaglio. L'ha disegnato Giordano Efrodini, già autore di tante cover degli spin-off di questo progetto.
Ovviamente non si tratta di un banner ideato a caso, ma queste cose le scopriremo soltanto leggendo. Non mancheranno anche altre innovazioni, sempre e livello grafico. Quindi da qui a febbraio ogni tanto alzate gli occhi lassù, per scoprire se c'è qualche sorpresina...

martedì 8 gennaio 2013

Capitolo 0 - Stagione 2 (di Alessandro Girola)



2 ottobre 2013
Quebec City


Pessimo rum, giocatori d'azzardo, Hell's Angels, strade desolate che attraversano il deserto.
Per sparire dalla circolazione, Blackjack si era sempre immaginato un posto del genere. Magari in Messico, nel Nevada o al limite a Santo Domingo, se proprio non ci si voleva allontanare troppo da Portorico.
Evidentemente Blackjack non era Libby.
La ragazza aveva scelto una tranquilla villetta sulle rive del San Lorenzo, a Quebec City. Dalla finestra della sua cucina si vedeva la sagoma imponente dello Château Frontenac, con la sua architettura da castello delle fiabe, abbarbicato nella città alta. La casa era arredata in modo spartano. Un rifugio provvisorio, a tutti gli effetti. Non mancavano tuttavia delle composizioni di fiori secchi, inseriti in quadri e vassoi di vetro, disseminati su mensole e tavoli.
«Così ti guadagni da vivere facendo questi lavoretti di bricolage?», le domandò, sorseggiando il tè caldo.
«Piantala con le stronzate», tagliò corto Libby. «Lo START sa benissimo dove sono, perciò utilizzo i miei fondi personali per... per fare quello che mi pare.» Sventolò una mano in aria, come per allontanare una mosca fastidiosa. Che poi era il parere che doveva avere del suo inaspettato ospite.
Blackjack annuì e soffiò sulla tazza. Libby indossava dei jeans a zampa d'elefante e una felpa dei Quebec City Amiral, la squadra di calcio locale. La trovava ugualmente affascinante, anche senza il suo celeberrimo costume blu e rosso da Super governativo. «Come ti trovi qui? Sei cresciuta a Chicago e hai vissuto ad Admiral City. Ammetterai che è un bel cambiamento.»
«Ho detto basta stronzate.» La ragazza si decise a sedersi davanti a Blackjack. «So perché ti hanno mandato qui.»
«Sono passati più di cinque mesi e...»
«Sono fuori.»
«Non si è mai fuori da cose del genere.»
Libby fece una smorfia. Non sembravano esserci più cicatrici del suo scontro con Mezzanotte. L'unica particolarità della sua pelle era rappresentata dalle solite lentiggini. Le cure staminali di Rushmore hanno funzionato bene, pensò l'uomo.
«Ti hanno fatto entrare nello START?», domandò lei.
«Io e altri riservisti, momentaneamente. Sai, dopo la tua defezione e la...» Blackjack si bloccò, imbarazzato.
«La morte di Matt, di American Dream. Dillo pure. I giornali non hanno parlato di altro per settimane.» Gli occhi della ragazza s'indurirono. La marea di idiozie pubblicate dai media vicini alla Casa Bianca l'avevano senz'altro ferita.
«Vengo per conto di Ross, di Rushmore, di Uranium. Di amici, insomma. Ciò che sta accadendo in Europa coinvolgerà anche lo START. Ciò che ne rimane. Siamo già in preallarme e...»
«Hanno mandato te per convincermi a tornare.»
«Sì.» Inutile girarci intorno.
Libby si rigirò un ricciolo castano tra le dita, nervosa. «Come potete lavorare ancora per Romney, dopo tutte le porcate che abbiamo scoperto?»
«Sciogliere lo START equivarrebbe a fare il loro gioco. Ci sono poteri si stanno riequilibrando, e forse qualcuno si è accorto che non si può fare a meno di noi, non a cuor leggero.»
«Noi, Loro...» La Super scosse la testa. «Non voglio saperne nulla. Non ora.»
«In Grecia...»
«Quegli sciacalli che hanno comprato la Grecia fanno parte di un'altra corporazione, come lo era la Salazar Enterprises. Io ne ho piene le scatole di intrighi e complotti. Soprattutto se ad andarci di mezzo sono gli innocenti e i giusti.»
Brava ragazza, ti sei tenuta informata. Blackjack lo valutò un buon segnale. «La Hypothetical Incorporated è molto più pericolosa della Salazar. Hanno tramato nell'ombra per anni, e ora se ne son saltati fuori con una disponibilità economica, finanziaria e scientifica da far impallidire molti altri colossi internazionali.»
«Non me ne frega nulla.» Libby gli strappò la tazza dalle mani. Stava per congedarlo. «Anzi, se vuoi proprio saperlo, non mi spiace affatto che in Grecia si siano ripresi la sovranità popolare. Immagino che anche Rebel Yell sarà contento. Quando ho accettato di indossare quel cazzo di costume, credevo di difendere dei valori. Oh, no, non ero del tutto ingenua. Però credevo che anche lo schifo avesse un limite.»
Blackjack rimase seduto. Non era il momento di buttarla sul patriottico, anche perché era lui il primo a non credere più a certe cose. Non dopo l'Evento Mezzanotte, comunque. «È possibile, anzi, molto probabile, che ciò che sta mettendo in atto la Hypothetical Incorporated causerà ulteriori guai.»
«A chi? Al nuovo ordine mondiale che Romney sta progettando dal giorno della sua elezione?»
«All'umanità.»
Libby fece una secca risata, sarcastica. «C'è sempre un supercattivo che deve essere fermato dall'intervento dei buoni. Solo che questa volta i cattivi sono gli stessi che di solito chiedono l'intervento dei buoni. Ti piace il mio gioco di parole? Ora vattene. Ho sbagliato a farti entrare.»
«Ti ricordi di Spencer Grant, alias Ulysses?»
La ragazza lo squadrò, perplessa. «Il braccio destro di Rushmore? Quello che sperimentava la possibilità di creare superumani partendo dagli embrioni?»
«Il dottor Frankenstein. Lo chiamavate così.»
«Lo START l'ha sbattuto fuori nel 1984, quando abbiamo scoperto il suo laboratorio di mostri. Che cazzo c'entra ora?»
«La CIA ha il ragionevolmente sospetto che Grant faccia parte del team che ha in gestione il progetto di superumani della Hypothetical Incorporated.»
Libby strabuzzò gli occhi. «C'è lui dietro la creazione di quella specie di Messia che ha sbattuto i Caschi Blu fuori dalla Grecia?»
«Non da solo, comunque sì.» Blackjack si alzò e sbirciò fuori dalla finestra. Quebec City era una città molto pittoresca e tranquilla, simile a un angolo di Francia trapiantato in Canada. Libby e Matt avevano trascorso qui una delle loro rarissime vacanze insieme, nel 1989. La ragazza conservava dei ricordi preziosi legati a quel posto. Il suo esilio non era casuale, ma erano dettagli che potevano essere colti soltanto da chi considerava Lady Liberty un essere umano, una donna con dei sentimenti, e non solo un'icona nazionale dotata di superpoteri.
«Dove vuoi arrivare?», chiese Libby.
«Quando fu congedato dal dipartimento scientifico dello START, Spencer Grant rubò i campioni genetici di trentaquattro Super, quindi sparì.»
La ragazza lo raggiunse alla finestra. O meglio: entrò in ipervelocità e istantaneamente riapparve a fianco di Blackjack, che non l'aveva nemmeno vista muoversi. Lo guardò negli occhi «Ha anche i nostri?»
«Sì.»
«Anche quello di Matt?»
«Sì.»
Libby gli afferrò il braccio. «Quindi il Messia della Hypothetical...»
«Non è che così semplice», la interruppe lui. «Non lo è mai, giusto? Non dimenticarti poi degli effetti collaterali del Flare dell'Evento Mezzanotte.» Blackjack indicò il portatile della Super, appoggiato sul piccolo divano del soggiorno. «O devo forse pensare che in questi mesi non hai consultato i blog degli appassionati delle teorie del complotto?»
Libby incrociò si rabbuiò. Incrociò le braccia al petto e arretrò di un passo, sulle difensive. Forse anche lei...? Blackjack non osò nemmeno completare il pensiero. Magari avrebbe provato a chiedere qualcosa a Rushmore, pur sapendo che il genio del team START non gli avrebbe mai rivelato nulla. L'ultimo che ha avuto a che fare con gli esami clinici di Libby è proprio il sapientone.
Cercando di mantenere la sua maschera dura, Lady Liberty gli puntò contro un dito. «Te lo chiederò un'ultima volta: cosa volete da me?»
«Abbiamo appena mandato uno dei nostri in Grecia, in incognito. Ross vorrebbe che tu lo raggiungessi.»
«Pensate di scatenare una guerra? Di certo non una rivolta. Il consenso nei confronti dei nuovi governanti è altissimo.»
Blackjack si strinse nelle spalle. «Non ti dirò nulla finché non mi confermerai il tuo ritorno in squadra.»
«E allora vattene. Se credevi di convincermi coi tuoi ricatti psicologici, sbagliavi. Dì a Ross di lasciarmi in pace.»
L'uomo sospirò e si avviò verso la porta. Sapeva che quell'incontro sarebbe finito così, ma era certo di aver impiantato qualcosa di utile nella testa di Libby: il seme del dubbio.
Tornerai.
C'era solo da sperare che si decidesse a farlo prima che qualcuno, molto sopra l'autorità del tenente colonnello Ross, iniziasse a considerarla un rischio per la sicurezza nazionale. 
- - - 
Scarica il file in formato ePub o in formato Mobi.
Impaginato da Alessandro Girola.


Questo è un piccolo assaggio della nuova stagione di 2MM, che avrà inizio in una data ancora imprecisata di febbraio.
Consideratelo un capitolo 0, una pre-season.
Il titolo della seconda stagione, come già saprete, è Due Minuti a Mezzanotte - Nativity. Verrà identificato anche con l'acronimo 2MMN.
Ci si rilegge fra qualche settimana!

mercoledì 2 gennaio 2013

Season 2: il Trailer



Va in onda oggi, in contemporanea su questo blog e su Plutonia Experiment, il trailer della season 2 di Due Minuti a Mezzanotte, che s'intitolerà 2MM - Nativity.
Oltre al filmato, che potete vedere qui sotto, vi rimando alle considerazioni che faccio sul mio blog, per scoprire qualcosina in più sulle nuove avventure che attendono i Super di 2MM. Gli elementi sono ancora pochini, ma siete liberi di fare le vostre considerazioni.
Dopo l'Epifania pubblicherò - salvo imprevisti - un capitolo pre-season, qualcosa a metà tra l'hype e il giusto raccordo tra quanto è avvenuto e quanto ancora dovrà avvenire.
Poi a febbraio ripartirà la giostra...


lunedì 24 dicembre 2012

I Regali di Natale di 2MM


Auguri, cari lettori di Due Minuti a Mezzanotte!
Per questo Natale, qualche regalino è infine arrivato anche dal mondo parallelo dove abitano i nostri amati Super.
Prima di tutto vi segnaliamo l'uscita della preview di un nuovo spin-off, B-Team, scritto a due mani da Alessandro Girola e Germano M.
Verrà pubblicato a inizio 2013, ma al momento potete già scaricare gratuitamente i primi due capitoli dai blog dei rispettivi autori, qui e qui.
Sempre dall'ideatore di 2MM potete scaricare il racconto Quando Sibir sconfisse il Natale, di circa 3000 parole.
Nel caso ve lo foste persi, recuperate il racconto in due puntate, Fra le rovine di Admiral City, scritto da Davide Mana. Dove si può leggerlo? Facile: ecco il capitolo uno, e a seguire il capitolo due.
Per ora è tutto.
Di nuovo Buon Natale a tutti. Ci si rivede da queste parti il due gennaio 2013, mi raccomando!

martedì 18 dicembre 2012

L'Ebook di Due Minuti a Mezzanotte



Visto che c'è ancora un po' di confusione tra alcuni di voi lettori, ci preme ribadire che l'ebook della Round Robin Due Minuti a Mezzanotte è già disponibile per il download gratuito.
Si tratta di un duplice file, ePub e Mobi, che contiene tutti i 34 capitoli, senza editing né cambiamenti di sorta.
In pratica è la storia di 2MM, così come l'avete letta in questi otto mesi, ma raccolta in un unico, pratico ebook, con tanto di utili appendici.
I link per scaricarlo sono questi:


Niente versione PDF, perché il PDF non è un vero ebook ;)
Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente Matteo Poropat, che si è occupato dell'impaginazione settimanale dell'ebook e di tanti altri aspetti relativi a 2MM.
Buona lettura! (again)

martedì 11 dicembre 2012

Capitolo 34 (di Angelo Benuzzi)



Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:15:00

Ammit si rialzò, l’impulso cieco della fame sopraffatto da una nuova sensazione. Tremava tutta, sussulti sempre più violenti che sembravano poterla smembrare da un momento all’altro. Attorno a lei si diffuse una vibrazione, una nota cupa a limite degli infrasuoni. Un punto luminosissimo, azzurro-bianco, si manifestò all’altezza del suo petto. I residui di consapevolezza di Isabelle, il nucleo di istinti che costituivano l’identità di Ammit morirono in quel momento, annientati dalla luce insostenibile della Teleforce.
L’energia assorbita aveva raggiunto la massa critica, oltre al limite sostenibile per un essere umano, oltre alle possibilità di un qualsiasi essere vivente basato sulla chimica del carbonio. In pochi secondi il punto si espanse fino a saturare la forma-Ammit e cominciò a crescere. Mentre cresceva, un metro alla volta, la nuova creatura diventò cosciente. Prima di sé, poi dell’ambiente che la circondava. Arrivata a trenta metri di altezza, con una forma che ancora assomigliava a quella umana, la creatura si guardò attorno, cercando altri come lei. La sua visuale spaziava dall’ultravioletto all’infrarosso, mettendo in evidenza la presenza di Teleforce. In un sussulto di volontà espanse ancora la sua coscienza, arrivando ad abbracciare tutto il pianeta e spingendosi fino alle fasce di Van Allen.
Sola. Non aveva pari. Levò verso il cielo le sue appendici superiori ed estese filamenti azzurri in tutte le direzioni, pronta a collegarsi a tutte le sorgenti di Teleforce per riassorbirle dentro di sé.

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:15:05

Eric Meson era sotto choc. In tutti i suoi anni da super aveva visto di tutto, era stato testimone e spesso causa di innumerevoli morti. Il flare di Teleforce di poco prima lo aveva lasciato scosso, sembrava aver portato via la sua capacità di concentrarsi e di controllare la sua armatura. In più si era abituato ad essere l’arma finale, il risolutore delle crisi peggiori. Eppure quella cosa, Ammit, aveva praticamente ignorato i suoi colpi e ora… ora era diventata qualcosa che Uranium non riusciva a comprendere. Dopo tanti anni Meson riscoprì cosa volesse dire avere paura. Libby scomparsa insieme a Mezzanotte, American Dream fatto a pezzi, tutti gli altri... e sentire dentro di sé la pressione del proprio potere cambiare.
«Eric? Uranium? Mi senti? Riesci a sentirmi?»
Lontana, la voce di Rushmore alla radio era troppo lontana. Meson crollò a sedere, incapace di continuare a combattere.

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:15:10

«Rushmore, sto ascoltando la mente di Uranium. E’ nel panico, dobbiamo fare qualcosa alla svelta.»
«Non sai neppure quanto alla svelta,» Rushmore fissava due schermi del centro di controllo «i livelli di potenza di quella cosa sono completamente fuori scala e come se non bastasse da Washington è arrivato l’ordine di lancio. Lo vedi quello?» Indicò la sagoma nera di un sommergibile, appena emerso nell’oceano a duecento chilometri da Admiral City «Ecco la risposta del Presidente a tutti i problemi. SSBN-742, il Wyoming.»
Scanner lesse il resto nella mente dell’amico. Armi nucleari, missili MIRV multi testata. Romney aveva deciso di sacrificare Admiral City per fermare la nuova minaccia. No. Non glielo avrebbe permesso.
«Rushmore, mi occupo io del Wyoming. Tu aiuta Eric, possiamo ancora farcela!»
Scanner si distese a terra e proiettò la sua mente verso i quindici ufficiali del sommergibile. Doveva guadagnare tempo.

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:15:10

La creatura aveva raggiunto la sua piena estensione, era intimamente connessa con ogni traccia di Teleforce sulla superficie del pianeta e si era spinta fino a grande profondità nella crosta terrestre nella sua ricerca. Era tempo di raccogliere, di riunire il tutto per crescere ancora e raggiungere così la sorgente dell’energia, in un altro strato della realtà.

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:15:55

Rushmore aveva preso il controllo dell’armatura di Uranium, allontanandolo dalle immediate vicinanze della Salazar Tower. Eric continuava a non voler rispondere ai suoi appelli via radio e i livelli di radiazioni che emetteva stavano diventando preoccupanti. Le videocamere dell’armatura mostravano la creatura nella sua piena estensione e quei sottili filamenti che finivano con il perdersi negli strati alti dell’atmosfera lo preoccupavano. Allo stesso tempo seguiva i risultati dell’operato di Scanner; il telepate aveva avuto un’idea geniale. Sapendo che il protocollo del lancio di armi nucleari richiedeva la conferma dei codici da parte di due ufficiali a bordo aveva confuso sia il ricordo che la percezione di due cifre del codice, rendendolo così diverso per tutti e quindici gli ufficiali. Il comandante stava inviando messaggi sempre più confusi alla base di Groton. Improvvisamente lo schermo del controllo dell’armatura si bloccò, la scritta MANUAL OVERRIDE a lampeggiare in rosso.

Pentagon War Room
Washington, D.C.
23 Aprile 2013
Ore 00:16:00

Il presidente Romney era passato, insieme a tutto il suo staff, nella War Room sotterranea del Pentagono dove aveva trovato ad attenderlo i Segretari di Stato e della Difesa. Altri membri del governo, insieme al vice presidente Ryan, erano in volo verso il comando del NORAD. L’intero sistema militare americano era passato in Defcon-1. I principali leader mondiali stavano seguendo al situazione, ognuno seguendo i suoi piani di emergenza. Se la situazione a Puerto Rico fosse sfuggita di mano Romney era disposto a farla bombardare sia dai russi che dai cinesi, la verità non sarebbe mai arrivata all’opinione pubblica.
«Signor Presidente, il Wyoming è in posizione di lancio.»
«Perché non ha già sparato quei maledetti missili? Ho dato l’ordine esecutivo un quarto d’ora fa!»
«Signore, pare che ci siamo dei problemi con i codici di lancio. Stiamo attivando un secondo sommergibile ma ci vorrà ancora qualche tempo. Il Rhode Island sarà pronto al lancio tra undici minuti.»
«Va bene! Massa di incapaci, mi domando come avete sprecato i miliardi che costate ogni anno!»

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:16:00

Eric Meson aveva ritrovato se stesso. Aveva accettato di poter morire, di cadere come American Dream. Con un sussurro attivò la configurazione più estrema dell’armatura, ignorando una volta di più la voce concitata di Rushmore. Puntò entrambe le mani verso la creatura e chiuse gli occhi, lasciando che tutto il suo dolore, la sua rabbia e la sua frustrazione avessero la meglio sui condizionamenti che aveva appreso negli anni. Una volta Rushmore gli aveva detto di non essere in grado di calcolare a che livello di potenza potesse arrivare, era arrivato il momento di scoprirlo. L’aria attorno a lui iniziò a ionizzarsi, le sue mani a brillare di una luce verdeblu ultraterrena. I contatori Geiger dell’armatura andarono dritti fuori scala.

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:16:05

La creatura cominciò ad evocare a sé il potere della Teleforce, attivando tutte le propaggini che aveva diffuso per il pianeta. In tutto il mondo i super umani sentirono improvvisamente un dolore acutissimo, un gelo terribile scendere nel profondo delle loro anime. In Giappone, in California, nelle Filippine, in Turchia, in Iran e in Cile iniziarono a prodursi scosse di terremoto. Quando il dolore arrivò alla mente di Uranium la reazione fu il rilascio della sua piena potenza.
Raggi gamma. Un fascio di energia erogato poco sotto la velocità della luce a una potenza devastante, petajoule concentrati su un’area ristrettissima. La creatura cercò di assorbire l’onda di energia, per una frazione di secondo passò dal blu a un bianco accecante, crescendo enormemente di statura quasi potesse lanciarsi verso la stratosfera. Poi la materia che la componeva collassò. Da neutroni, protoni ed elettroni fino a degradare in adroni, mesoni e barioni, fino a dissolversi del tutto. Il suo urlo di morte riecheggiò dalle frequenze radio fino agli ultravioletti mentre le particelle elementari che l’avevano composta venivano scagliate oltre gli strati superiori dell’atmosfera fino ad impattare con le fasce di Van Allen.
Per un brevissimo istante la Terra brillò di luce propria, un lampo azzurro-bianco.
Per lo stesso istante, nella mente di tutti i super del mondo arrivò un frammento della consapevolezza della creatura.

Pentagon War Room
Washington, D.C.
23 Aprile 2013
Ore 00:17:00

«Signor Presidente, novità da Admiral City. I satelliti hanno registrato un evento anomalo e ora quella creatura sembra essere svanita. Livelli di Teleforce poco sopra la norma, la radioattività ambientale ha avuto un picco fuori scala ma ora sembra essere ritornata allo standard.»
Romney non rispose, lo sguardo fisso sullo schermo principale. Il centro di Admiral City ripreso dall’orbita bassa.
«Signore, siamo a T meno dieci minuti per il lancio dal Rhode Island. Il Wyoming ha ripreso l’operatività ed è a T meno tre minuti. Signore? Proseguiamo con i lanci?»
«No.» La voce del Presidente era bassissima. «Annullare. Passiamo a Defcon-2.»

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:18:00

Rebel Yell faticava a tenere gli occhi aperti, il dolore alle tempie era quasi insopportabile. Attorno a lui il resto degli Old Timers si stava rialzando lentamente. C’era un silenzio surreale. Mosse qualche passo incerto, rischiando di inciampare sulle macerie. Nessuna traccia della creatura, sembrava non si muovesse nulla in tutta la zona. Rinfoderò le pistole.
«E’ finita.» Persino la sua voce aveva un eco strano.
«Che si fa ora?» Anche Shock to the System era riuscito ad alzarsi e si guardava attorno spaesato.
«Che facciamo? Ci diamo da fare.» Rebel si stava riprendendo.«Prima che arrivi la Guardia Nazionale passeranno parecchie ore, ci sono sicuramente moltissime persone che hanno bisogno di aiuto. Tiratevi su, forza!»
Poco lontano anche Stakanov e Musashi si erano rimessi in piedi. Il russo stava aiutando Boner a mettersi a sedere. Brawler e Sniper erano rimasti al suolo, apparentemente non operativi.  

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:18:00

Rushmore si era ripreso, aveva controllato le condizioni di Scanner che era ancora incosciente. Metà della strumentazione era partita ma lo schermo con la telemetria dell’armatura di Eric era ancora acceso. SYSTEM FAULT. Nessun dato dalle telecamere o dai sensori, persino il localizzatore GPS era andato. Mentre si dava da fare per riattivare più sistemi possibile teneva d’occhio le comunicazioni del Wyoming, fu un vero sollievo vederlo iniziare le manovre di allontanamento.
Altri schermi inquadravano porzioni diverse di Admiral City, zone in cui erano stati localizzati i Triari. Erano tutti a terra, apparentemente morti. Rushmore continuò a darsi da fare, cercando di costringere la sua mente lontano dal dolore. American Dream fatto a pezzi, Libby dispersa, Uranium probabilmente annientato, tutti gli altri…

Mar dei Caraibi
30 miglia a Nord di Puerto Bolivar, Colombia
Ore 00:18:00

Lady Liberty riprese conoscenza, spossata oltre ogni sua precedente esperienza. Attorno a lei c’erano tre persone, sconosciuti che la fissavano con aria preoccupata.
«Dove… dove sono?»
Le rispose il più giovane, in un inglese fortemente accentato.
«Sulla Madre de Dios signora, questo è un peschereccio. L’abbiamo vista venire giù dal cielo.»
Le tornò tutto alla mente, sequenze tanto dolorose quanto nitide. Doveva capire cosa era successo.
«Avete una radio? Un telefono satellitare?»

Pentagon War Room
Washington, D.C.
23 Aprile 2013
Ore 00:32:00

Il Presidente Romney era passato nella sala videoconferenze, da solo. Dai monitor lo fissavano Vladimir Putin, Hu Jintao e Manmohan Singh.
«Signori, possiamo dirci soddisfatti. Alla fine siamo riusciti a fermare Salazar e a disfarci di parecchi super umani. Stiamo già provvedendo a confiscare tutte le proprietà e le strutture delle Salazar Industries in territorio americano, immagino stiate facendo lo stesso nei vostri paesi.»
Cenni di assenso, sorrisi tirati. Fu Putin a rispondere.
«Come farà con la stampa? La decisione di bombardare Admiral City verrà fuori prima o poi, le sarà difficile rimanere in carica.»
Mitt Romney si versò da bere, alla faccia dei precetti mormoni. C’erano momenti in cui due dita di Bourbon era necessarie.
«Ci penserà Paul Ryan, il mio vice. Io continuerò il nostro lavoro da fuori. Scaricheremo tutte le responsabilità sui super e su Salazar.»
Alzò il bicchiere verso i capi di stato, un muto brindisi.
«Ho fatto quello che dovevo, la storia me ne renderà merito.»

Admiral City
23 Aprile 2013
Ore 00:55:00

Fu Stakanov a trovare Uranium, sul tetto di un palazzo vicino ai resti della Salazar Tower. L’armatura era annerita, la postura fetale. Il russo trovò un pannello di emergenza sul dorso, lo aprì a forza. All’interno un unico led verde pulsava debolmente.
«невероятный, è un miracolo.» Pensò Stakanov. «Quest’uomo è davvero difficile da uccidere.»      


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