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martedì 18 dicembre 2012

L'Ebook di Due Minuti a Mezzanotte



Visto che c'è ancora un po' di confusione tra alcuni di voi lettori, ci preme ribadire che l'ebook della Round Robin Due Minuti a Mezzanotte è già disponibile per il download gratuito.
Si tratta di un duplice file, ePub e Mobi, che contiene tutti i 34 capitoli, senza editing né cambiamenti di sorta.
In pratica è la storia di 2MM, così come l'avete letta in questi otto mesi, ma raccolta in un unico, pratico ebook, con tanto di utili appendici.
I link per scaricarlo sono questi:


Niente versione PDF, perché il PDF non è un vero ebook ;)
Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente Matteo Poropat, che si è occupato dell'impaginazione settimanale dell'ebook e di tanti altri aspetti relativi a 2MM.
Buona lettura! (again)

martedì 1 maggio 2012

Capitolo 4 (di Massimo Mazzoni)



Admiral City
Spiaggia di Ocean Park
22 Aprile 2013
Ore 4.13 AM

Dalla fiancata aerografata del furgoncino Eddie lo indicava, seduto su alcune rovine, davanti a un'esplosione nucleare.
Alexsej si riscosse quando i bassi portentosi subentrarono all'intro di sintetizzatore, facendo muovere i suoi anfibi sprofondati nella sabbia.
«Bella festa eh!»
Lui si voltò e una ragazza alta, capelli rosa corti e piercing cromati su buona parte del viso pallido, gli mise le braccia lunghe al collo.
Alexsej la assecondò, poggiandole le mani sul culo sodo.
«Bella felpa!» disse lei passando la mano sulla stampa in rilievo delle costole rosse.
«Sei uno scheletro?» aggiunse, scansandosi di un metro per osservare anche le ossa vermiglie sulle braccia che scattavano nell'aria umida.
«No, sono Stakanov!» e la agguantò per i fianchi nudi che spuntavano dai jeans strappati.
«E posso ballare fino a domattina...» e le baciò il collo salato.
Lei aveva gli occhi verdi spalancati, con le pupille iperdilatate: «Anfe? Me ne dai un po'?»
«Non ne ho bisogno» e fece per baciarla.
Lei si divincolò e si avvicinò a un tipo allucinato che si muoveva rallentato accanto alle fiancate del furgoncino, dalle quali spuntavano le casse dell'impianto.
«Bella festa eh? Hai dell'anfe? Speed, Kobret?» la sentì dire sul frastuono.
Alexsej si strinse nelle spalle, poi la sua attenzione fu catturata dalla scia di fumo denso e oleoso che ancora saliva dalla Salazar Tower.
Un rumore ritmico, echeggiante, sovrastò la techno, quindi due elicotteri passarono a bassa quota, sollevando sbuffi di sabbia sulla piccola folla di giovani, che non se ne curò.
Alexsej smise di ballare e si concentrò per attenuare tutte le frequenze del brano e dopo un attimo gli giunsero le comunicazioni radio dei piloti degli elicotteri:
«I sospetti indossano delle mute o qualche tipo di uniforme che assorbe la luce, massima cautela!»
«Ricevuto!»
Si inserì un'altra voce concitata: «Convergere immediatamente a San Antonio Canal, sono stati avvistati tre degli aggressori!»
Alexsej stava già correndo sulla sabbia, raggiungendo la massima velocità possibile per un uomo, che mantenne costante per i sette chilometri che lo separavano dal porto.

***
Admiral City
San Antonio Canal
22 Aprile 2013
Ore 4.20 AM


La curiosità di Alexsej cresceva di isolato in isolato: aveva incontrato diverse pattuglie di polizia e un drappello di uomini della Puerto Rico National Guard: c'era roba grossa nell'aria, come nel 2001, a Rodeo Drive.
Raggiunse due edifici collassati su loro stessi, con spennacchi di fiamme, fumo e segni di bruciature sui pochi muri ancora in piedi.
Una bellissima donna, capelli neri vaporosi, fasciata in un trench color pesca, stava parlando in un microfono, davanti a un cameraman che illuminava con un faretto una specie di falò: «...giace distesa al centro del cerchio infuocato. Un’armatura nera, una specie di esoscheletro, ricopre interamente il suo corpo. Sulla fronte e sul petto è impresso un simbolo, una sorta di circonferenza...»
Alexsej si avvicinò per osservarla meglio, la sua attenzione fu catturata dai bottoni neri sotto al bavero semiaperto, che trattenevano a stento la pressione del seno.
«E osservando bene tutto notiamo che simbolo, cerchio di fuoco ed esoscheletro sono simili a un orologio. Un orologio che segna la…»
«MEZZANOTTE!»
Alexsej rimase paralizzato nell'udire quasi tutto lo spettro di frequenze da lui percepibile. D'istinto si nascose dietro ad un mozzicone di muro, aspettando che l'intensità del rumore bianco che gli attraversava il cranio diminuisse.
«Continua a riprendere!» la donna aveva una voce di gola profonda, sensuale.
Alexsej si alzò oltre il bordo sbrecciato del suo rifugio e vide due figure nere ed un terzo tizio, più grosso, che si avvicinavano alla donna e al cameraman: prese la lampo della felpa e la tirò fino alla gola e oltre, fino a nascondere completamente la testa.
Un sibilo sui 20.000 Hz si insinuò tra i continui lamenti delle sirene.
Alzò il teschio rosso ed Alexsej vide una stella cadente dorata che andava a posarsi proprio di fronte ai tre.
Sempre meglio. Pensò infilando il tirapugni e avvicinandosi alle spalle di uno dei due tipi che sembravano fatti di gomma.

***

La donna col microfono riprese a parlare ma Alexsej adesso si concentrò soltanto sui rumori provenienti dai tre corpi che aveva di fronte.
Oltre di loro notò che il nuovo arrivato stava parlando a un comunicatore applicato sull'avambraccio cromato.
Tutto attorno al suo corpo avvolto di finissima maglia metallica, svolazzavano delle particelle dorate che lo seguivano in ogni movimento, isolandolo come una bolla di sapone.
Quindi l'uomo si voltò, mostrando un'elica gialla a tre pale stampata sulla piastra pettorale.
«Tu, allontanati immediatamente!» gli urlò con voce soffocata dalla visiera trasparente dell'elmo ellitico.
Spione del cazzo.
Uno dei gommosi si voltò e parò con l'avambraccio il pugno ferrato di Alexsej, che gli lasciò un'impronta ondulata sul battistrada.
«Tu... Super...»
«Esatto, sono Stakanov... » schivò un gancio e quindi un calcio basso, indirizzato al suo ginocchio.
«...e posso ballare con te fino a domattina...»
Per un attimo si ricordò della tipa coi capelli rosa e quindi si beccò un colpo in pieno petto.
Finì con la schiena a terra, il tirapugni volò via da qualche parte nella notte.
Tese le orecchie è schivò una suola che colpì il cemento nel punto dove un attimo prima si trovava il suo fianco destro.
Alexsej si rimise in piedi e si staccò dal passante dei pantaloni mimetici una catena con attaccata la falce e il martello, che normalmente era il suo portachiavi.
Schivò una serie di attacchi di entrambi i tipi con la muta, notando che l'uomo radioattivo gestiva quello con l'armatura nera.
«Io ero qui solo per la moretta, ma ora mi avete fatto un po' incazzare...»
«Signori e signore all'ascolto, come avete visto poco fa l'armatura, una volta animatasi, è stata raggiunta da altre due persone, vestite con una specie di tuta...quindi dal cielo è giunto Uranium, la bomba atomica umana!»
«Ma quando lo scontro appariva inevitabile è sbucato dal nulla una specie di teppista che si è messo a combattere con due degli aggressori! Indossa una felpa nera con cappuccio...c'è stampato sopra uno...uno scheletro...rosso!»
Alexsej si sentì addosso lo sguardo della giornalista e si sentì rinvigorito: tese la catena davanti a sé e imprigionò il braccio del primo che gli sferrò un pugno, cercò di bloccarlo ma quello tirò con forza e lo fece volare a venti centimetri dalle scarpe col tacco della donna.
«Salve mi chiamo Stakanov, Alexsej Stakanov, ti va di ballare, dopo che ho sistemato questi?»
Il cameraman fece in primo piano degli occhi azzurri dietro le orbite del teschio rosso.   
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martedì 17 aprile 2012

Capitolo 2 (di Angelo Sommobuta Cavallaro)




Admiral City.
22 Aprile 2013.
Ore 4.25 A.M.

Le nanomacchine stimolarono il suo udito, facendogli ascoltare un trillo identico a quello standard di un cellulare. Appoggiò la mano sul mouse, abbassò il volume della diretta streaming della Admiral City News che stava seguendo, portò pollice e indice all’altezza dell’orecchio destro e premette sul padiglione auricolare. «Che vuoi?»
La voce di una persona risuonò chiara nelle sue orecchie e nella sua testa. «Ti stai divertendo?»
«Decisamente no. Tu?»
«Non mi posso lamentare.»
«Novità?»
«La fase zero sta per essere ultimata. Hanno finito di lanciare i primi Triari. Cinque per ognuno dei venti distretti.»
«Mezzanotte?»
«Sta facendo quello che deve fare.»
«Sicuro che possiamo fidarci?»
«Dobbiamo fidarci.»
«Ho i miei dubbi. Fallirà.»
«Non fallirà.»
«Ma se fallirà?»
«Non fallirà. Oggi si riscrive la storia. Oggi si riparte da zero. Non sono ammessi fallimenti.»
«Ma se
«Se, e solo se sarà il caso…Daremo inizio al nostro piano.»
«Che è quello che avrei preferito adottare subito.»
«Ma che è anche il più rischioso, perché dovremmo esporci ed entrare personalmente in azione.»
«Ho sempre preferito agire di persona. Lo sai.»
«Sta’ tranquillo. Rilassati. Goditi la nottata. E goditi lo spettacolo. Sei in prima fila, no? Dopotutto il tuo rifugio gode di una vista privilegiata sulla Salazar Tower.»
«Me ne fotto della Salazar Tower. Preferisco seguire la ACN.»
«Sei sempre stato strano, tu. Cosa stanno facendo vedere?»
«Filmati amatoriali, riprese sgranate di alcuni giornalisti. La scia di fuoco che impatta sulla torre, l’esplosione, le urla delle persone intorno a chi sta riprendendo, le fiamme per la città. Solite puttanate. Te li ricordi i servizi del dopo Rodeo Drive?»
«Me li ricordo. Niente di interessante, allora.»
«Già. Anche se…»
«Cosa?»
«Aspetta un momento.»
«…»
«…»
«Allora?»
«Eh eh eh…»
«Che hai da ridere?»
«Si sono decisi a mandare in onda un servizio nuovo. Proprio adesso.»
«E quindi?»
«E quindi c’è qualcosa di interessante da vedere.»
«Del tipo?»


Qualche minuto prima…

A Maria Espantoso stavano per scoppiare il cuore e la testa.
Di paura.
E di felicità.
Nonostante si sentissero allarmi, boati e rimbombi, nonostante qua e là si alzassero colonne di fumo, e nonostante la situazione sembrasse essere decisamente pericolosa, aveva deciso di fiondarsi sul campo subito dopo aver udito quelle due esplosioni. L’aggiornamento di quella stronza di Betsy Braddock aveva spiegato che erano saltati in aria due edifici nel centro della zona portuale di San Antonio Canal.
Proprio a due passi da dove abitava lei.
Un’occasione imperdibile, per ritornare ad essere la numero uno della ACN.
Aveva chiamato Rogerio, il suo cameraman, gli aveva dato appuntamento per le 4, e dopo aver scovato quella cosa, stavano per girare quello che era probabilmente il materiale più interessante dopo lo scoppio della Salazar Town.
«Sicura di volerlo fare?», chiese Rogerio.
«Sicura», annuì Maria. Quindi prese il cellulare, compose il numero sul tastierino, e attese.
Tre squilli.
«Pronto?», rispose una voce dall’altro capo.
«Claremont, sei tu?»
«Maria?»
«Sì. Passami subito il capo. È urgente.»
«Non credo possa…»
«Muoviti.»
Passarono alcuni istanti, poi Maria udì il solito tono aspro di Kevin Smith, boss di ACN, il network più importante di Admiral City. «Che diavolo vuoi? Stiamo lavorando, nel caso non lo sapessi.»
«Anch’io.»
«Che stai dicendo?»
«Sono con Rogerio. A San Antonio Canal. Preparati a mandarmi in onda. Fra cinque minuti.»
«Ma…»
«Niente ma. Diretta. Cinque minuti. Non te ne pentirai.»
«Ma…»
Click!
Maria infilò il cellulare nella tasca del jeans, si sistemò il trench e afferrò il microfono che le passò Rogerio. «Quanto manca?»
«Due minuti», rispose il cameraman.
«Bene. Fammi un bel primo piano, lasciami parlare, poi quando dico “Ora ve lo mostriamo” mi faccio da parte e tu lo riprendi. Ok?»
«Ok.»
Maria sospirò.
Rogerio si mise in spalla la videocamera. «Cinque secondi… Quattro… Tre… Due… Uno…»
Maria vide accendersi la spia rossa della videocamera.
Era in onda.
Sorrise. «Qui è Maria Espantoso per la ACN, siamo in diretta dalla zona portuale di San Antonio Canal, ad Admiral City, per un servizio straordinario. Dopo la sciagura della Admiral Tower, che sta tenendo con il fiato sospeso tutto il mondo, ora ci troviamo a poca distanza dal centro doganale, esploso qualche minuto fa per cause ancora tutte da accertare. Siamo testimoni di attacchi che rimangono senza spiegazioni ufficiali, poiché le autorità, fino a questo momento, non hanno rilasciato dichiarazioni in merito. Fonti vicine alla Casa Bianca sembrano aver riferito che il Presidente Romney abbia decretato lo stato di allerta Defcon 3, ma non c’è ancora nulla di certo. E allora cosa sta succedendo? Chi c’è dietro tutta questa violenza, dietro tutti questi attacchi? Noi della ACN abbiamo trovato qualcosa che forse potrebbe rispondere ad alcune di queste domande. Ora ve lo mostriamo.»
Maria si fece da parte e vide Rogerio spostare la telecamera alla sua destra. Si voltò e indicò col microfono le fiamme. «Il cerchio di fuoco che stiamo inquadrando ha un diametro di circa cinque metri. Come potete vedere, le fiamme non sono molto alte, arriveranno al massimo a una trentina di centimetri. La cosa inquietante è ciò che il cerchio contiene al suo interno. Avviciniamoci di più.»
Si avvicinarono.
Maria riprese a parlare. «Una figura giace distesa al centro del cerchio infuocato. Un’armatura nera, una specie di esoscheletro, ricopre interamente il suo corpo. Sulla fronte e sul petto è impresso un simbolo, una sorta di circonferenza, con una linea che, dal centro del cerchio, punta verso l’alto. Il cerchio di fuoco con l’esoscheletro al suo interno sembrano proprio ricordare il simbolo. E osservando bene tutto notiamo che simbolo, cerchio di fuoco ed esoscheletro sono simili a un orologio. Un orologio che segna la…»
«MEZZANOTTE!», urlò l’esoscheletro, la voce distorta da una specie di modificatore vocale che la faceva apparire come l’insieme di tante altre voci.
Maria rimase paralizzata, e notò che anche Rogerio sembrava sotto shock.
L’esoscheletro si alzò, e in quello stesso istante le fiamme si spensero. Poi due figure si materializzarono al suo fianco.
Dal nulla.
Non indossavano un esoscheletro nero, ma delle tute lucide dello stesso colore che li facevano sembrare delle ombre.
«Continua a riprendere!», disse Maria al cameraman, nonostante dalla sua voce trasparisse la paura.
Le tre figure si fecero avanti. Poi si arrestarono di colpo.
Maria li vide sollevare la testa verso l’alto, e fece altrettanto.
Una scia dorata, come quella di una cometa, era apparsa nel cielo.
Maria si illuminò nel vedere la scia atterrare proprio davanti a lei, e fronteggiare le figure in nero. «Uranium!»
L’Uomo Atomico dello START le sorrise, quindi si portò l’avambraccio sinistro alla labbra.
«Ragazzi, Capitano Kirkman. Sono vicino alla dogana. Raggiungetemi subito. Li ho trovati.»
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martedì 10 aprile 2012

Capitolo 1 (di Alessandro Girola)




Admiral City
22 aprile 2013
Ore 4.13 AM

Il mare attorno a Island Stone rifletteva le luci degli elicotteri militari in volo sopra Admiral City.
Libby era concentrata sui movimenti che scorgeva sulla spiaggia, a duecento metri dall'isola che ospitava la sede dello START. Oltre alle auto della polizia e ai mezzi della Guardia Nazionale c'erano dei giovani che avevano colto l'occasione per improvvisare una sorta di rave party lungo l'esclusivo tratto di spiaggia di Ocean Park.
Forse non si rendevano conto della gravità della situazione? Eppure bastava osservare il filo di fumo che si sollevava dalla Salazar Tower, nel bel mezzo del Central Business District. Per non parlare degli spari, delle sirene e degli allarmi che risuonavano in buona parte dei venti distretti di Admiral City. Nonostante ciò quei ragazzi ricchi di Santurce se la spassavano saltellando attorno a un improvvisato falò. Un paio di loro stavano perfino cercando di surfare, a dispetto delle motovedette di pattuglia a pochi metri di distanza. Libby si augurò un duro intervento delle forze dell'ordine, anche se in realtà avevano ben altro di cui occuparsi.
«La signorina è stata messa al sicuro.» Il tenente colonnello Ross sbucò alle sue spalle facendola sobbalzare. L'ufficiale di collegamento tra l'Esercito e lo START indossava l'uniforme operativa dei Ranger. Il berretto nascondeva gli occhi dell'uomo ma il suo umore cupo era percepibile dal tono di voce e dal passo rigido con cui si muoveva nella sala panoramica della base.
«La signorina?», domandò Libby, presa da altri pensieri.
«La Johansson. L'attrice. L'hanno prelevata dall'Hilton e scortata al sicuro, al distretto di polizia di Hato Rey.»
«Cristo Alex, credi che in questo momento m'importi qualcosa di quella donna?» Sì pentì subito di quanto aveva appena detto. Scarlett era ad Admiral City da una settimana, con lo specifico compito di conoscere di persona “la donna più veloce del mondo”. A Hollywood stavano girando un film su di lei e all'attrice di Match Point toccava interpretare il suo ruolo, anche se fisicamente si somigliavano poco. «Mi spiace...»
«Non preoccuparti», tagliò corto il militare. «Intendo dire: non preoccuparti per Matt.» Alex Ross era uno dei pochi privilegiati a poter chiamare American Dream con un nome normale, anche se “Matt” era in realtà uno pseudonimo fittizio attribuitogli da Clinton durante la sua presidenza. Al buon Bill non riusciva proprio di chiamare il più grande eroe americano col suo altisonante nickname da Super. Il fatto era un altro: nessuno conosceva il vero nome di American Dream. Forse nemmeno lui stesso.
«Non lo avete ancora localizzato». Quella di Libby era un'affermazione, non una domanda.
«In sala tattica i ragazzi si stanno dando da fare.»
«È stato un errore mandarlo da solo.» La ragazza torturò i bracciali in spandex porpora del suo costume. Di solito per scaricare la tensione faceva una corsetta. Opzione non praticabile in una situazione di DEFCON 3.  
«È sempre andato da solo e se l'è sempre cavata. Questa volta non farà eccezione.»
«Questa volta è diverso», ribadì Libby. «Quell'essere, Mezzanotte... non è un Super come gli altri.»
Il viso asciutto del tenente colonnello si animò con l'ombra di un sorriso. «Ora sei diventata una telepate?» Poi, ricordando la sfortunata fine fatta dal Professor Scanner, Ross si rabbuiò di nuovo. «Dài, raggiungimi in sala tattica. Vediamo che fare.»

La piccola squadra operativa di sostegno allo START era in piena emergenza. Dieci Ranger sorvegliavano gli accessi alla piccola base di Island Stone, mentre il personale tecnico, altri dieci militari al comando di Ross, rappresentavano il collegamento costante coi reparti in attività ad Admiral City.
«Siamo un bersaglio sensibile», spiegò l'ufficiale, accompagnando Libby davanti a una lunga fila di monitor ad altissima definizione. «Tuttavia pare che per il momento l'intero quartiere di Ocean Park non sia stato attaccato.»
«Hanno paura di voi», suggerì il tenente Millar, l'addetto alle comunicazioni.
«Se avessero paura dello START non avrebbero attaccato proprio questa città», replicò Ross. «Senza offesa, Libby.»
La ragazza scrollò le spalle. Si specchiò nell'unico monitor spento. Costume porpora, stivali color cobalto, occhiali Nike da centometrista, linea speciale disegnata apposta per lei. Nascose a stento una smorfia. «Abbiamo scoperto qualcosa sugli aggressori?»
Millar digitò qualcosa e indicò lo schermo al plasma alla sua destra. Comparve un video registrato in modalità notturna, molto confuso, girato da una combat cam. Una didascalia identificava l'artefice di quel filmato: il caporale Valdivia della Puerto Rico National Guard. Era impegnato col suo plotone in un intervento nei pressi di un minimarket nel distretto di Monacillo Urbano. Le riprese mostravano l'avvicinamento dei soldati a un paio di bersagli nascosti al buio, all'interno dell'edificio. Libby notò due sagome, poco più che ombre stagliate nell'oscurità, verso cui il plotone convergeva. L'ufficiale al comando fece appena in tempo a intimare la resa quando i due bersagli si mossero a velocità incredibile, travolgendo scaffali e banconi. Una velocità non pari a quella di Libby, ma senz'altro sovrumana.
Seguirono spari, urla, imprecazioni, quindi di nuovo silenzio. Il caporale volò qualche metro più in là, colpito da una forza micidiale, quindi rimase steso a terra, moribondo. Una sequenza di fotogrammi ripresi per caso, mentre Valdivia giaceva immobile a terra, mostravano uno degli aggressori che si allontanava. Millar effettuò un fermo immagine. Il frame era confuso ma si vedeva comunque una sagoma umanoide, così nera che pareva rivestita da capo a piedi da una tuta riflettente color pece o da una vernice lucida.
«Ne è stato abbattuto qualcuno?»
Ross scosse la testa. «Potrebbero essercene più di cento, ma al momento non siamo riusciti ad avere la meglio su nessuno di essi.»
Libby si avvicinò al monitor. Il video era ancora in stand-by sul fotogramma. «Cosa sono? I Super Jihadisti che la CIA ci ha mandato a cercare in Pakistan tre anni fa?»
«La NSA lo esclude. Al Qaeda non ha mai più fatto progressi in quel campo.»
«Comunisti ucraini? Nazione Ariana?»
L'ufficiale scosse il capo. «Nessuna rivendicazione. Forse i cinesi potrebbero avere una qualche tecnologia del genere, ma non hanno motivi per attaccarci.» Ross si chinò e caricò una slide fotografica su un altro computer. Comparvero immagini aeree che mostravano la sommità devastata della Salazar Tower. Il grattacielo era un crepitare di energia elettrica. Fulmini e saette generate dal punto d'impatto – da Mezzanotte – avevano abbattuto ogni velivolo che aveva cercato di intervenire sul luogo. A Libby ricordava le scene finali del primo Ghostbusters, tranne per il fatto che questa volta non si trattava di un film.
«Non abbiamo riprese o foto del tizio», interloquì il tenente Millar. «Di Mezzanotte.»
«Aggiungici pure che alcune gang di latinos della vecchia San Juan ne stanno approfittando che razziare e fare casini, così avrai il quadro preciso», concluse Ross.
«Uranium e Rushmore?» La ragazza si maledì per l'ennesima volta. Al momento dell'attacco era a Tampa, reduce da un evento benefico. Quando Ross l'aveva convocata d'urgenza i suoi compagni di team erano già entrati in azione. Un solo giorno d'assenza dallo START era bastata per isolarla dalla squadra. Da Matt.
«Rushmore è in laboratorio. Sta cercando di adattare i suoi droni al campo elettrico della Salazar Tower. Uranium è coi ragazzi della Guardia Nazionale. Stanno dando la caccia a tre aggressori in nero, a San Antonio Canal. Al porto.»
Libby inforcò gli occhiali. Sfiorò un comando tattile, impostandoli sulla modalità notturna. «Io vado a cercare American Dream.»
«Non puoi», sospirò Ross. «I Federali...»
«Davvero vuoi tentare di fermarmi?»
Il tenente colonnello si spostò di lato. Ovviamente non avrebbe mosso un dito contro di lei. Non perché sapeva di esserle inferiore nonostante l'addestramento e i ragazzi che aveva al suo comando, bensì perché lei era prima di tutto una sua amica. «Altri Super stanno entrando in gioco. Pare che a breve ne arriveranno anche da fuori.»
Libby s'incamminò verso l'uscita. Altri Super? Se dal Pentagono non lo avevano impedito, la faccenda doveva essere davvero seria. «Cercherò di stare attenta.»
«Un'ultima cosa.»
La ragazza si fermò sulla soglia della passerella esterna. La tiepida brezza notturna le portò gli odori di Ocean Park: la puzza di gasolio dei natanti, il fumo dei falò sulla spiaggia, l'effluvio salmastro del mare. Si voltò verso Ross. «Dimmi.»
«Gli esperti stanno registrando un accumularsi di energia insolita nel grattacielo dei Salazar.»
«Che intendi per insolita
Il militare s'irrigidì. «Teleforce. Una fottuta onda di Teleforce che sembra generarsi da dentro l'edificio.»
Libby sentì un brivido lungo la schiena ma si limitò a passarsi una mano tra i capelli scuri. «Alex, teniamoci aggiornati via radio.» Prima che Ross potesse rispondere la ragazza richiuse il portello e sparì nella notte di Admiral City.
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lunedì 9 aprile 2012

Ordine d'ingaggio - I turni di scrittura



Questo è l'ordine di scrittura di Due minuti a mezzanotte.
Le regole di partecipazione, invio etc etc le trovate qui. Semplici e chiare, quindi non le ripeterò.
Badate bene di rispettare i tempi per mandare il vostro contributo: tassativamente entro il lunedì precedente l'aggiornamento del blog, entro le ore 16.00. Ogni capitolo verrà infatti pubblicato di martedì e mi serve quindi qualche ora per impaginare e correggere eventuali piccoli refusi (spero di trovarne pochi ^_^).
A proposito, un'accorgimento per chi me lo ha chiesto: per i dialoghi utilizzate le caporali basse: « per aprirli e » per chiuderli.
La mail per inviare il materiale è: dueminutiamezzanotte@yahoo.it
Prima di lasciarvi all'ordine di scrittura vi chiedo cortesemente di confermare la presa visione del documento e di aver annotato il vostro turno d'ingaggio. Per farlo basterà un commento in questo post (o in quello speculare, su Plutonia Experiment). Chi non lo farà entro sette giorni a partire da oggi verrà cancellato dal progetto. 

Ordine d'ingaggio - round robin "Due minuti a mezzanotte"

  1. Angelo Sommobuta Cavallaro
  2. Paolo Ungheri
  3. Massimo Mazzoni
  4. Lady Simmons
  5. Barney Panofsky
  6. Davide Mana
  7. Gluttonysin Sostituito da Black Terror
  8. Cristiano Pugno
  9. Cuk
  10. Mr.Giobblin
  11. Ferruccio Gianola
  12. Cily
  13. CervelloBacato
  14. Gian De Steja
  15. Salomon Xeno
  16. Ariano Geta
  17. Lorenzo Ladogana
  18. Domenico "Helldoom" Attianese
  19. Matteo Poropat
  20. Qwertyminus
  21. Nicola Corticelli
  22. Mirko Borghini
  23. Gherardo Psicopompo
  24. Valerio Villa
  25. Masca Micilina
  26. Gianluca Santini
  27. Nick Parisi
  28. Temistocle sostituito da Fräulein R.
  29. Soldati sostituito da Ms. Marvel
  30. Chuck Testa sostituito da Giordano Efrodini
  31. Riccardo Rizzo sostituito da Smiley
  32. Fra Moretta
  33. Angelo Benuzzi

PS: Per conoscere la data precisa del vostro turno non dovete far altro che consultare un calendario. Il primo partecipante, Angelo Sommobuta Cavallaro, vedrà pubblicato il suo capitolo martedì 17 aprile. A seguire, ogni martedì, tutti gli altri.
Se siete iscritti a Facebook mettete un bel "mi piace" alla pagina ufficiale di Due minuti a mezzanotte, così semmai avrò modo di sentirvi anche lì.

martedì 3 aprile 2012

Guida all'universo di Due minuti a Mezzanotte




Quella che segue è una breve descrizione dello scenario mondiale, della cronologia e dei fatti/personaggi salienti che caratterizzano l'universo di Due minuti a mezzanotte.
Sono dati spicci, a disposizione di voi che scriverete i capitoli del racconto. Sentitevi liberi di:

  • Utilizzarli;
  • Ampliarli;
  • Modificarli;
  • Se necessario, stravolgerli.


Cronaca breve di un quarantennio


Anno 2013.
Il mondo di Due minuti a mezzanotte è il nostro. Più o meno.
La crisi economica impazza, la guerra al terrorismo vive di alti e bassi dal settembre de 2001, quando un camion pieno di esplosivo al fosforo mischiato a polvere d'uranio impoverito  si è fatto saltare in Rodeo Drive, causando quasi mille morti. Al Qaeda ha rivendicato l'attentato e da allora il mondo non è stato più lo stesso.
Ma in realtà il mondo era già cambiato nel 1973.

1973.
Crisi energetica causata dalla Guerra del Kippur: l'economia planetaria è al tappeto, il prezzo del petrolio sale alle stelle. Mentre i Capi di Stato cercano soluzione politiche, un industriale visionario, il portoricano Hal Salazar, finanzia degli esperimenti sull'utilizzo di energia alternativa, basandosi sugli studi di Nikola Tesla. In otto centrali dislocate su tre diversi continenti la sperimentazione produce una certa quantità di Teleforce, una nuova, misteriosa fonte di energia. Essa entra in contatto con centosessanta esseri umani presenti nelle otto fabbriche, dotandoli di quelli che vengono definiti volgarmente superpoteri.
Purtroppo il processo s'interrompe all'improvviso, lasciando le centrali non più operative e senza più capacità di produrre ulteriore Teleforce. Ma al mondo ora ci sono dei superuomini in possesso di incredibili capacità fisiche e mentali. I paesi che ospitano le centrali delle Salazar Enterprises fanno a gara per accaparrarsi i servizi dei Super. Alcuni si danno alla macchia. Altri pensano di sfruttare i loro poteri per fini personali o criminali.

Admiral City e un mondo di Super




C'è chi dice che Hal Salazar abbia volutamente sabotato gli esperimenti sulla Teleforce dopo aver visto ciò che essi avevano causato.
Diversi blog cospirazionisti sostengono che i due figli di Salazar, Theodor e Tito, venderanno il brevetto al miglior offerente al momento della morte del padre, che nel 2013 ha oramai settantanove anni compiuti.
Nel mentre il vecchio magnate ha impiegato buona parte del suo enorme patrimonio per acquistare e migliorare la città in cui è nato e cresciuto, San Juan.
Grazie al suo intervento la capitale di Portorico conta oramai 920.000 abitanti, piazzandosi all'undicesimo posto tra le città più popolose degli Stati Uniti, tra San José e Detroit. Non solo: San Juan è ora una città moderna, piena di grattacieli, ricca e prospera. I suoi abitanti formano un mix etnico tipico delle grandi metropoli occidentali: meticci, bianchi, ispanici, afroamericani e immigrati cinesi, giapponesi e cubani costituiscono il melting pot della città.
Nel 1984 San Juan ha cambiato nome su proposta di Salazar. Ora è nota anche (soprattutto) come Admiral City, in onore del padre di Hal, l'ammiraglio Ramon Salazar, che costruì le fortune di famiglia grazie a dei misteriosi “viaggi d'affari” nel Mar Caraibico.

Admiral City è un centro mondiale di cultura, arte e ricerca scientifica. In molti la definiscono “la New York delle Antille”.
La città, come il resto di Portorico, è soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti d'America, pur godendo di un grado di autonomia simile a quello di uno stato federato dell'unione.
Ad Admiral City ha sede uno dei due soli gruppi supereroistici riconosciuti dalle Nazioni Unite, lo START. Esso appartiene de facto all'U.S. Army e viene ritenuto da molti il “cane da guardia” del presidente Romney nei confronti delle Salazar Enterprises. Nessuno alla Casa Bianca desidera altri colpi di testa come quello che nel '73 portò alla sperimentazione non concordata della Teleforce. A ogni modo lo START viene utilizzato come gruppo d'intervento speciale in varie parti d'America e del mondo.

Ora però è arrivato Mezzanotte e il mondo ora rischia di cambiare ancora. O forse di distruggersi per sempre.

Geopolitica spiccia




Non c'è granché di diverso rispetto al nostro universo, ma qualcosina sì.
Dalle ceneri dell'Unione Sovietica si è salvata la Repubblica Socialista di Ucraina e Bielorussia, un monoblocco comunista old style, che non disdegna di fare affari con terroristi anti-occidentali e altri simpatici soggetti. Tuttavia l'economia della RSUB è così provata e vetusta da non rappresentare un vero pericolo per il resto del mondo.
Se non fosse per quelle testate nucleari sovietiche rimaste nei silos ucraini...

Cina e India sono le superpotenze emergenti, proprio come le conosciamo. Pare che gli Indiani abbiano un'unità segreta di Super, creata nell'ultimo decennio grazie all'ingegneria genetica e non con gli esperimenti sulla Teleforce.

Il Medio Oriente è uguale al nostro, con l'Iraq “liberato” recentemente dalla dittatura di Saddam e l'Iran impegnato in una corsa al nucleare che preoccupa l'Occidente.
In Egitto le prime elezioni libere dopo il regime di Mubarak sono state recentemente vinte da uno dei Super “nati” dagli esperimenti del '73, Wael Ghaly, conosciuto come il Grande Thot.

In Europa la crisi economica sta colpendo duro, proprio come succede nel nostro universo. La Grecia è stata dichiarata in default a fine 2012 ed è caduta in preda al caos. Al momento è controllata da un commissario nominato da Bruxelles, ma è stato necessario l'invio di una Missione di Pace per mantenere l'ordine pubblico.
A Bruxelles c'è la sede del secondo e ultimo gruppo supereroistico riconosciuto a livello internazionale, la Fortress Europe.

I Super


Dei centosessanta Super “nati” nel 1973, ben centocinquantaquattro sono ancora vivi. Quarantacinque sono attualmente alla macchia (quaranta di questi sono ricercati per vari reati e crimini).
Una cinquantina fanno invece parti di gruppi, associazioni o compagnie di supereroi, ma solo due di tali gruppi sono internazionalmente riconosciuti (lo START e Fortress Europe).  
Altri interpretano il ruolo di eroi solitari, vigilantes o giustizieri.
Ci sono Super più forti e Super più deboli. Ci sono anche giustizieri senza alcun potere che si limitano a emulare gli eroi nati dalle centrali Salazar.
La Teleforce ha regalato poteri e talenti diversi ai vari Super, dal volo alla superforza, dalla rigenerazione ai laser oculari, dalla telepatia alla telecinesi etc etc. Ci sono però due caratteristiche comuni a tutti quanti:  
  • I Super invecchiano invecchiano dieci volte più lentamente dei normali esseri umani. Dal 1973 al 2013 sono fisicamente invecchiati di soli quattro anni.
  • I Super hanno una maggiore resistenza a ferite, fatica e dolore, pur non essendone affatto immuni.

Lo START



È l'unità di Super al servizio dell'U.S. Army e, subalternamente, dell'ONU.
Nasce nel 1976 e inizialmente conta tre Super nati dagli esperimenti con la Teleforce: American Dream, Uranium, Libby.
Nel 1981 si unisce un quarto e ultimo membro, Rushmore.
American Dream viene considerato “il più potente eroe vivente”. I cospirazionisti sostengono che sia l'unico Super nato molto prima degli incidenti degli anni '70. Qualcuno pensa che si tratti di un fratello illegittimo del padre di Hal Salazar. Altri sostengono che fu proprio l'ammiraglio Ramon Salazar a portarlo a casa da uno dei suoi misteriosi viaggi per mare.
Uranium è “la bomba atomica umana”; il suo potere è il controllo delle radiazioni di ogni genere e tipo. Indossa sempre un'armatura speciale che gli permette di interagire col mondo esterno.
Libby (in foto) “Lady Liberty” è la paladina dei valori di libertà e democrazia. È la fidanzata storica di American Dream. A differenza del suo compagno non vola e al posto della superforza è dotata di supervelocità.
Rushmore è uno scienziato geniale, col quoziente d'intelligenza in continua crescita, nonché un inventore provetto.

Imitatori, wannabe, Girini




L'avvento dei Super nel 1973 ha cambiato, tra le altre cose, le regole sociali del nostro mondo. Alcuni di questi sovraumani - così come vengono scientificamente chiamati i Super - hanno poteri tanto grandi e notevoli da apparire semidivini, se paragonati al normale homo sapiens sapiens.
Molti di loro sono diventati icone nazionali, venerati come rockstar,  seguiti dai paparazzi, contesi dai brand come testimonial e dai governi come protettori e "deterrenti superumani".
Tutto ciò ha anche aperto nuove prospettive e nuove ambizioni anche nel cosiddetto uomo comune: ci sarà un giorno in cui nasceranno nuovi Super? E' possibile diventarlo, anche senza conoscere il segreto della Teleforce?
C'è chi non ha aspettato le risposte, preferendo cercarsele da solo. Non potento replicare gli esperimenti di Hal Salazar, molti aspiranti supereroi (o supercriminali) hanno tentato altre strade per poter imitare i loro idoli. E' così che è nata quella che gli psicologici chiamano Sindrome dell'Imitatore.
Gli Imitatori ricorrono a espedienti, spesso rischiosi e spericolati, per aumentare le loro doti fisiche e mentali: doping estremo, potenziamenti chirurgici, cure ormonali, tecnologia sperimentale etc etc.
I risultati variano molto da caso a caso, ma solo in rarissime eccezioni i risultati sono lontanamente paragonabili ai talenti di cui dispongono i veri Super.



Ben diverso è il caso dei Girini.
Questo è un termine coniato da Rushmore, l'uomo dall'intelligenza poliedrica, Super del team americano START.
E' dal 1973 che le autorità mondiali monitorano diversi scienziati, specialmente quelli legati in qualche modo ad Hal Salazar e alle teorie di Nikola Tesla. La domanda cruciale è: esiste qualcuno che può in qualche modo aver replicato gli esperimenti con la Teleforce del magnate portoricano? Se la risposta più logica sembra essere no, ci sono alcuni episodi che a quanto pare costituiscono importanti eccezioni.
Parliamo di Super molto meno conosciuti - spesso del tutto ignoti anche alle autorità - che si sono manifestati anche parecchi anni dopo l'evento del 1973. Sono casi rarissimi, spesso difficili perfino da scoprire e da localizzare, ma la loro esistenza è data per certa da tutti coloro che studiano i sovraumani, compreso il Centro Sorveglianza e Ricerca (CeSoR) di Caguas, Portorico, autorità mondiale in questo campo di studi.
Quanti sono? Impossibile dirlo. Pochissimi, questo è certo. Hanno differenze sostanziali coi loro "fratelli maggiori" nati durante gli esperimenti del 1973? Impossibile dirlo. C'è la possibilità che qualcuno di essi sia stato creato tramite tecnologie diverse da quelle relative alla Teleforce? Impossibile dirlo.
La persona che si sta maggiormente occupando di questo genere di ricerche è il già citato professor Rushmore dello START. A lui si deve la definizione informale di questi fantomantici Super non catalogati nei database mondiali: i Girini.


L'arrivo di Mezzanotte


22 aprile 2013.
Notte.
Quattro ore prima degli eventi narrati nel capitolo 1.
Di punto in bianco, nel cuore di una nottata tiepida, qualcosa è piombato sulla sommità della Salazar Tower, il grattacielo più alto di Admiral City (350 metri, 65 piani, sede delle omonime industrie), distruggendo un paio di piani e prendendo possesso dell'edificio. Al contempo nel resto della città si sono verificati una serie di attacchi/attentati di origine ignota, che hanno gettato nel caos un quartiere dopo l'altro. 
La creatura che ha occupato Salazar Tower è a sua volta sconosciuta, forse di origine non umana. Il Professor Scanner, il più abile telepate vivente, è riuscito soltanto a percepire e a comunicare al Sindaco di Admiral City il nome con cui questa terribile entità si identifica: Mezzanotte. Quindi Scanner è stramazzato, colpito da ictus multipli, ridotto a un vegetale.
Mezzanotte ha respinto e distrutto le unità di pronto intervento di Polizia ed Esercito accorse sul posto. I suoi misteriosi tirapiedi stanno ingaggiando scontri in diversi aree di Admiral City. Qualcuno parla di mostri, altri di umanoidi dotati di superpoteri. Il presidente Romney ha già decretato lo stato di allerta DEFCON 3, e la situazione sembra volgere al peggio.

Chi/cosa è Mezzanotte? Perché ha attacco la città? Da dove è venuto? Chi lo ha mandato? Chi lo fermerà?

domenica 1 aprile 2012

Due minuti a mezzanotte: Le regole del gioco




Titolo: Due minuti a Mezzanotte.

Il titolo del progetto fa riferimento all'Orologio dell'Apocalisse, un orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago nel 1947.
La mezzanotte di tale orologio simboleggia la fine del mondo, ovvero l'autodistruzione dell'umanità tramite una guerra atomica. Al momento della sua creazione, durante la guerra fredda, l'orologio fu impostato a sette minuti dalla mezzanotte.
I due minuti a mezzanotte, la minima distanza mai registrata dal momento della distruzione totale, sono stati raggiunti nel 1953 (test di armi nucleare di USA e URSS).
Gli Iron Maiden hanno realizzato un singolo intitolato 2 Minutes to Midnight nel 1984, con riferimento all'Orologio dell'Apocalisse.
Ma la nostra Round Robin andrà ben oltre.

Supporto: Blog appositamente creato sulla piattaforma Blogger, più articoli su Plutonia Experiment e su altri blog che vorranno parlare della cosa.

Indirizzo e-mail di riferimento: Per inviare i capitoli, chiedere cambi di turno o altro, scrivete a dueminutiamezzanotte@yahoo.it

Cos'è: Una storia di fantascienza a carattere supereroistico composta da capitoli consequenziali. Ciascun capitolo verrà scritto da un autore diverso, a intervalli regolari, ossia una volta alla settimana, di martedì. Proroghe o ritardi funzionali agli impegni dei vari partecipanti saranno ammessi solo come eccezioni.

Cosa c'è da fare, in pratica? Seguire la storia, leggere TUTTI i capitoli e proseguire la narrazione col proprio contributo.

Ordine di scrittura: Lo trovate nel menù principale di questo blog. Se ci saranno cambi da apportare verranno fatti purché me li comunichiate in tempo utile (quindici giorni prima) per effettuare un cambio. In linea di massima i cambi di turno andranno a scalare. Se l'utente n° 12 chiederà il cambio verrà sostituito dal n° 13, di cui prenderà il posto.
Se qualcuno darà forfait senza fornire spiegazioni, oltre a beccarsi le mie macumbe più terribili, verrà cancellato dal progetto.

Lunghezza dei capitoli: Non meno di 700 parole, non più di 1500 parole (ma se saranno 680 o 1600 nessuno vi prenderà a cinghiate). Eccezioni ben accette per il capitolo iniziale e quello finale.

Tempo di scrittura: Circa sei giorni a capitolo. Considerando che Due minuti a mezzanotte verrà aggiornato ogni mercoledì, devo avere ogni nuovo capitolo da pubblicare tassativamente entro il martedì, non oltre le 16.00 di pomeriggio.

Dove inviare il capitolo: dueminutiamezzanotte@yahoo.it

In che formato mandare i capitoli? Vanno bene gli .rtf, i .doc, e gli .odt. NON vanno bene i PDF, i MOBI e gli ePub. Io effettuerò una sommaria revisione, non concettuale, bensì a livello di correzione di refusi ed errori di battitura. Una certa cura del testo inviato verrà comunque apprezzata.

La trama: Come già detto, siamo dalle parti della fantascienza supereroistica. Trovate una guida minimale allo scenario esattamente qui. Consideratelo come un punto di partenza, le fondamenta su cui costruire una storia e un'ambientazione di cui TUTTI sarete artefici.
Siete liberi di dar sfogo alla vostra creatività, seguendo tre criteri di coerenza:
- Coerenza alla traccia base da me creata;
- Coerenza a quanto scritto dai colleghi nei capitoli precedenti (se il n°13 ha introdotto il personaggio Johnny Mage, studioso di arti arcane, caucasico di trent'anni, il partecipante n°14 non lo può far diventare un afroamericano di quarantacinque anni che gioca a Baseball).
- Coerenza alla lista minima di temi ammessi non ammessi che segue.

Lista dei temi non ammessi

  • Ogni deriva fantasy eccessiva, elfi, gnomi, fatine, draghi etc, non è gradita. Qualche spunto ci sta, se orchestrato in maniera consona alla storia, ma questa NON è una storia di fantasy classico.
  • Comicità, parodie e buffonate: non sono gradite. Battute e spunti ironici ci stanno, ma questa round robin vuole puntare a un taglio prevalentemente serio e drammatico.
  • Scopiazzature: non provateci. Cliché stereotipi e omaggi sono ok, plagi palesi sono proibiti. Volete introdurre un vendicatore nero vestito che si chiama Ownlman? Per me va benissimo, ma cercate di caratterizzarlo in modo che non sia la copia carbone di Batman.
  • Sottotesti: non è nostra intenzione creare un manuale di etica, di politica o di morale. Non è certo proibito utilizzare personaggi fortemente ideologizzati. Tutto deve essere in armonia con la storia e con le caratterizzazioni dei personaggi già creati/utilizzati dagli altri partecipanti. Se Owlman nel capitolo 5 è un giustiziere amante dei metodi spicci e senza troppe remore ad ammazzare i criminali, non è accettabile che nel capitolo 8 si comporti come un pacifista liberal contrario alla pena di morte.
  • Non utilizzate gli pseudonimi/anagrammi di altri partecipanti per trasformarli in personaggi narrativi. Non siamo qui per farci i complimenti a vicenda, bensì per inventare qualcosa di bello e (possibilmente) memorabile.

Lista dei temi graditi

  • È gradita la caratterizzazione di personaggi supereroistici in chiave moderna, sulla falsariga di saghe quali Ultimates, Supreme Power, Irredeemable, Batman Begins etc etc.
  • È altrettanto gradita la caratterizzazione di qualche personaggio pulp, in stile golden age (vedi The Shadow, The Spirit, Capitan Marvel etc etc). Come dite? È una tematica che stride con quella precedente? Può darsi, ma la vostra bravura starà nell'amalgamare i diversi elementi.
  • Non solo siete autorizzati a riutilizzare i personaggi inventati dagli altri partecipanti, bensì siete incoraggiati a farlo!
  • È possibile inserire link a documenti esterni (foto, filmati, musica etc etc), purché in tema con la trama e col capitolo che avete scritto.
  • È incoraggiato l'utilizzo di elementi sfiziosi tipici di una certa tradizione fumettistica – protoscienza, fisica quantistica, spunti ucronici, il tema del doppio etc et. Se però non ve la sentite/non siete in grado di padroneggiare qualcosa del genere, non preoccupatevi e concentrate il vostro capitolo su altri aspetti.
  • Ibridazioni con altri generi – noir, horror, poliziesco etc – sono apprezzati, purché non stravolgano l'essenza della storia.
  • Omaggi, easter egg, inside jokes sono piacevoli e arricchiscono la storia, quindi sono accettati e incoraggiati, purché non siano ridondanti ed eccessivamente invasivi.

FAQ

  • Posso parlare di Due minuti a mezzanotte sui social network? Assolutamente sì. Anzi, siete incoraggiati a farlo.

  • Posso parlare di Due minuti a mezzanotte sul mio blog? Assolutamente sì. Anzi, siete incoraggiati a farlo.

  • Posso farmi aiutare da qualcuno a scrivere, editare, rivedere il mio capitolo? Certo che sì.

  • Non credo di essere molto bravo a scrivere, posso partecipare lo stesso? Sì, non siamo qui per giudicare nessuno. Certo, una conoscenza minima dell'italiano è apprezzata, anzi, indispensabile, ma non vi chiederò di certo la lista dei manuali di scrittura che avete letto.

  • Una volta conclusa la pubblicazione dei capitoli cosa succederà? Può darsi che, fatte le revisioni minime indispensabili, Due minuti a mezzanotte diventerà un eBook gratuito di libera distribuzione. Non verrà commercializzato, non verrà proposto in alcun modo a editori o associazioni culturali. Male che vada rimarrà comunque a disposizione in formato freeware su questo blog.

  • Si vince qualche cosa? No.

  • Che succederà se i soliti noti verranno a dirci che siamo delle capre tibetane che raccontano e non mostrano, che scriviamo 'demmerda, che dobbiamo morire male? Li prenderemo a calci nel culo. Nessuna pietà per i troll, mai.

(Schema di regole impostato su Sick Building Syndrome di Davide Mana)